Come gestire l’addio alle ricevute fiscali dal 1° gennaio 2020

Come potranno dunque ottemperare ai nuovi obblighi i commercianti al dettaglio, ma anche un’ampia
platea di soggetti artigiani?


Le strade perseguibili sono, sostanzialmente, tre:
1. acquisto di un Registratore Telematico o adattamento del registratore fiscale in uso alle nuove esigente
telematiche;

2. utilizzo della App gratuita dell’Agenzia delle Entrate;

3. emissione di fattura elettronica (ricorrendone i presupposti, anche in forma semplificata).

Il Registratore Telematico


Senza pretese di completezza, ma con l’intento di fornire un primo quadro di insieme e rinviando ai precedenti interventi per un maggiore grado di dettaglio, andiamo a delineare i tratti salienti dei RT (registratori telematici).
Si tratta di apparecchi che, in sostanza, ricalcano i registratori fiscali già attualmente in uso, ma che soddisfano le nuove esigenze di memorizzazione e trasmissione prevedendo, al loro interno, una memoria immodificabile che assolve l’obbligo di memorizzazione, e la necessaria interfaccia per la trasmissione telematica dei corrispettivi all’Agenzia.
Se il contribuente decide di perseguire questa strada, dovrà pertanto acquistare apparecchiature conformi alle specifiche tecniche previste per i RT, o adattare (se possibile) i registratori fiscali attualmente in uso alle nuove esigenze.

Sia nel caso dell’acquisto che nel caso dell’adattamento è previsto il riconoscimento di un credito di imposta, pari al 50% della spesa sostenuta, ma con un tetto di 250 euro nel caso di acquisto e 50 euro nel caso dell’adattamento. Occorre anche ricordare che per la fruizione del credito di imposta è necessario che il pagamento avvenga in modalità tracciabile. Il credito di imposta sarà fruibile esclusivamente in compensazione con modello F24 e dovrà essere
esposto nel quadro RU di Redditi.

L’emissione della fattura in luogo della ricevuta fiscale


Altra alternativa al Registratore Telematico, ed anche all’App, è quella di “evitare a monte” di dover gestire corrispettivi.
È bene ricordare, infatti, che se i soggetti di cui all’articolo 22 del D.P.R. n. 633/1972 sono esonerati dall’emissione di fattura se questa non viene richiesta dal cliente finale, ciò non significa che i medesimi soggetti possano, all’opposto, scegliere di emettere sempre e comunque fattura (ovviamente elettronica), evitando così la problematica della memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi. Anche in questo caso, chiaramente, la valutazione di convenienza deve essere effettuata avendo cura di identificare le caratteristiche del singolo contribuente, ed in particolar modo ponendo attenzione al numero di documenti interessati.

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