Partite IVA - Iniziati operativamente i controlli

Dal 1° gennaio 2015 sono iniziati i controlli per la verifica del corretto utilizzo delle partite IVA aperte dopo il 18 luglio 2012.

L'articolo 1, comma 26 della Riforma "Fornero" ha stabilito che, salvo prova contraria del committente, si presume il carattere coordinato e continuativo delle prestazioni lavorative rese da persona titolare di partita IVA, tutte le volte che ricorrono almeno due delle seguenti condizioni:

- la collaborazione con il medesimo committente abbia una durata complessiva superiore a 8 mesi annui per due anni consecutivi (in ciascun anno civile tale periodo deve essere almeno pari a 241 giorni, anche non continuativi);

- il corrispettivo derivante da tale collaborazione, anche se fatturato a più soggetti riconducibili al medesimo centro d'imputazione di interessi, costituisca più dell'80% dei corrispettivi annui complessivamente percepiti dal collaboratore nell'arco di due anni solari consecutivi. In relazione al periodo di riferimento nella Circolare n. 32/2012 il Ministero del Lavoro ha specificato che i due periodi di 365 giorni non devono necessariamente coincidere con l'anno civile;

- il collaboratore disponga di una postazione fissa di lavoro (anche non a suo uso esclusivo) presso una delle sedi del committente.

Da quando si applica la presunzione di parasubordinazione

- dal 18 luglio 2012, per i nuovi contratti stipulati successivamente alla medesima data

- dal 18 luglio 2013, per i rapporti in corso al 18 luglio 2012.

Quando non si applica la presunzione di parasubordinazione

Se la prestazione lavorativa presenta entrambe le seguenti caratteristiche:

- sia connotata da competenze teoriche di grado elevato acquisite attraverso significativi percorsi formativi, ovvero da capacità tecnico-pratiche acquisite attraverso rilevanti esperienze maturate nell'esercizio concreto di attività;

- sia svolta da soggetto titolare di un reddito annuo da lavoro autonomo non inferiore a 1,25 volte il livello minimo imponibile ai fini del versamento dei contributi previdenziali di cui all'articolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233 (reddito minimale previsto ai fini IVS).

Inoltre... non si applica a prestazioni lavorative svolte nell'esercizio di attività professionali per le quali l'ordinamento richiede l'iscrizione ad un ordine professionale, ovvero ad appositi registri, albi, ruoli o elenchi professionali qualificati e detta specifici requisiti e condizioni. Il Decreto del Ministero del Lavoro del 20 dicembre 2012 fornisce una lista esemplificativa delle categorie escluse.

 

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