Vendite on line: dal 2021 importanti novità IVA

Vendite on line: dal 2021 importanti novità IVA

Dir. 21 novembre 2019, n. 2019/1995; Regolamento 21 novembre 2019, n. 2019/2026

Sono recentemente state pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea due importanti novità nel campo del regime Iva delle vendite a distanza:

  • la Direttiva n. 2019/1995, pubblicata in Gazzetta ufficiale il 2 dicembre 2019, che modifica la Direttiva n. 2006/112/CE del Consiglio del 28 novembre 2006 per quanto riguarda le disposizioni relative alle vendite a distanza di beni e ad alcune cessioni nazionali di beni;
  • il Regolamento di esecuzione del Consiglio n. 2019/2026 del 21 novembre 2019, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 4 dicembre 2019, che modifica il Regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011, per quanto riguarda le cessioni di beni o le prestazioni di servizi che si svolgono su piattaforme elettroniche e i regimi speciali per gli operatori che prestano servizi a clienti finali, effettuano vendite a distanza di beni e alcune tipologie di cessioni nazionali di beni.

A decorrere dal 1° gennaio2021 nelle vendite a distanza di beni fino a 150 euro importati con spedizioni da territori o Paesi terzi e realizzate tramite un’interfaccia elettronica – un marketplace o un portale sul web – i beni dovranno essere considerati ricevuti e poi ceduti dalla piattaforma. Stesso principio si applicherà per le cessioni tramite piattaforma web di prodotti all’interno dell’Ue da parte di un operatore economico non stabilito in Ue ad un privato consumatore.

La nuova direttiva chiarisce che in questi casi:

  • la partenza della spedizione o il trasporto dei beni vanno imputati alla cessione effettuata dal soggetto che gestisce la piattaforma;
  • sia la cessione nei confronti del soggetto che gestisce la piattaforma, sia quella effettuata da quest’ultima verso il privato si devono considerare realizzate, ai fini dell’esigibilità dell’Iva, nel momento in cui il pagamento è stato accettato, facendo riferimento al primo evento tra il ricevimento del pagamento, da parte o per conto del fornitore che vende beni tramite l’interfaccia elettronica, la conferma di pagamento, il messaggio di autorizzazione del pagamento o un impegno di pagamento da parte dell’acquirente, a prescindere da quando sarà effettivamente versato l’importo.

Il Regolamento di esecuzione n. 2019/2026 del 21 novembre 2019 chiarisce inoltre che nel caso di un soggetto passivo che faciliti una vendita a distanza tramite un’interfaccia elettronica, di beni importati da Paesi terzi con spedizioni fino a 150 euro, i beni devono essere considerati spediti o trasportati da o per conto del fornitore anche quando il fornitore interviene indirettamente nel trasporto o nella spedizione dei beni.

In particolare i beni saranno considerati spediti o trasportati da o per conto del fornitore alternativamente quando:

  • la spedizione o il trasporto dei beni sarà subappaltata dal fornitore a un terzo che consegna i beni all’acquirente;
  • la spedizione o il trasporto dei beni sarà effettuata da un terzo, ma il fornitore assumerà la responsabilità totale o parziale della consegna delle merci all’acquirente;
  • il fornitore fatturerà e riscuoterà le spese di trasporto dall’acquirente per poi trasferirle a un terzo che organizzerà la spedizione o il trasporto dei beni;
  • il fornitore promuoverà con ogni mezzo i servizi di consegna di un terzo presso l’acquirente, metterà in contatto l’acquirente e un terzo o comunicherà in altro modo a un terzo le informazioni necessarie per la consegna dei beni al consumatore.

I beni non si considereranno invece spediti o trasportati da o per conto del fornitore quando l’acquirente effettuerà da sé il trasporto dei beni o ne organizzerà la consegna con un terzo e il fornitore non interverrà direttamente o indirettamente per effettuare la spedizione o il trasporto dei beni o per coadiuvarne l’organizzazione.

Pagamenti tracciabili per usufruire della detrazione del 19%

Pagamenti tracciabili per usufruire della detrazione del 19%

Legge 27 dicembre 2019, n. 160, art. 1, comma 679

La legge di Bilancio 2020 (legge n. 160/2019) ha imposto il pagamento attraverso mezzi tracciabili (bancomat, carte di credito, assegni o altri sistemi) al fine di usufruire in dichiarazione dei redditi delle detrazioni previste nella misura del 19%.

Sono coinvolte dalla modifica una quindicina di agevolazioni, ma la maggiore incertezza si avverte sul bonus per le spese mediche (farmaci, visite, esami).

In sintesi il contante può ancora essere usato per i medicinali, i dispositivi medici e le prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o private accreditate al Servizio sanitario nazionale; per tutte le altre spese mediche detraibili è invece necessario pagare con mezzi tracciabili.

Pertanto, ad esempio, una visita specialistica presso un libero professionista non può più essere saldata in contanti. Diversamente, la spesa non sarà detraibile.

Si è in attesa di chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate in merito alle modalità di indicazione dello strumento di pagamento, anche alla luce dell’obbligo, già in vigore, di invio dei dati al sistema TS.

Pagamenti tracciabili per usufruire della detrazione del 19%

Legge 27 dicembre 2019, n. 160, art. 1, comma 679

La legge di Bilancio 2020 (legge n. 160/2019) ha imposto il pagamento attraverso mezzi tracciabili (bancomat, carte di credito, assegni o altri sistemi) al fine di usufruire in dichiarazione dei redditi delle detrazioni previste nella misura del 19%.

Sono coinvolte dalla modifica una quindicina di agevolazioni, ma la maggiore incertezza si avverte sul bonus per le spese mediche (farmaci, visite, esami).

In sintesi il contante può ancora essere usato per i medicinali, i dispositivi medici e le prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o private accreditate al Servizio sanitario nazionale; per tutte le altre spese mediche detraibili è invece necessario pagare con mezzi tracciabili.

Pertanto, ad esempio, una visita specialistica presso un libero professionista non può più essere saldata in contanti. Diversamente, la spesa non sarà detraibile.

Si è in attesa di chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate in merito alle modalità di indicazione dello strumento di pagamento, anche alla luce dell’obbligo, già in vigore, di invio dei dati al sistema TS.

Come gestire l’addio alle ricevute fiscali dal 1° gennaio 2020

Come potranno dunque ottemperare ai nuovi obblighi i commercianti al dettaglio, ma anche un’ampia
platea di soggetti artigiani?


Le strade perseguibili sono, sostanzialmente, tre:
1. acquisto di un Registratore Telematico o adattamento del registratore fiscale in uso alle nuove esigente
telematiche;

2. utilizzo della App gratuita dell’Agenzia delle Entrate;

3. emissione di fattura elettronica (ricorrendone i presupposti, anche in forma semplificata).

Il Registratore Telematico


Senza pretese di completezza, ma con l’intento di fornire un primo quadro di insieme e rinviando ai precedenti interventi per un maggiore grado di dettaglio, andiamo a delineare i tratti salienti dei RT (registratori telematici).
Si tratta di apparecchi che, in sostanza, ricalcano i registratori fiscali già attualmente in uso, ma che soddisfano le nuove esigenze di memorizzazione e trasmissione prevedendo, al loro interno, una memoria immodificabile che assolve l’obbligo di memorizzazione, e la necessaria interfaccia per la trasmissione telematica dei corrispettivi all’Agenzia.
Se il contribuente decide di perseguire questa strada, dovrà pertanto acquistare apparecchiature conformi alle specifiche tecniche previste per i RT, o adattare (se possibile) i registratori fiscali attualmente in uso alle nuove esigenze.

Sia nel caso dell’acquisto che nel caso dell’adattamento è previsto il riconoscimento di un credito di imposta, pari al 50% della spesa sostenuta, ma con un tetto di 250 euro nel caso di acquisto e 50 euro nel caso dell’adattamento. Occorre anche ricordare che per la fruizione del credito di imposta è necessario che il pagamento avvenga in modalità tracciabile. Il credito di imposta sarà fruibile esclusivamente in compensazione con modello F24 e dovrà essere
esposto nel quadro RU di Redditi.

L’emissione della fattura in luogo della ricevuta fiscale


Altra alternativa al Registratore Telematico, ed anche all’App, è quella di “evitare a monte” di dover gestire corrispettivi.
È bene ricordare, infatti, che se i soggetti di cui all’articolo 22 del D.P.R. n. 633/1972 sono esonerati dall’emissione di fattura se questa non viene richiesta dal cliente finale, ciò non significa che i medesimi soggetti possano, all’opposto, scegliere di emettere sempre e comunque fattura (ovviamente elettronica), evitando così la problematica della memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi. Anche in questo caso, chiaramente, la valutazione di convenienza deve essere effettuata avendo cura di identificare le caratteristiche del singolo contribuente, ed in particolar modo ponendo attenzione al numero di documenti interessati.

Proroga al 30 giugno 2020 per gli adeguamenti degli statuti del Terzo settore ed Imprese sociali

È stato prorogato dal 3 agosto 2019 al 30 giugno 2020 il termine entro cui le ONLUS, le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale potranno adeguare i loro statuti al Codice del Terzo settore con maggioranze semplificate, ossia con le maggioranze previste per le deliberazioni dell'assemblea ordinaria. La stessa proroga è prevista anche per le imprese sociali, per conformare, con forme e modalità agevolate, gli statuti alla nuova normativa dettata dal D.Lgs. n. 112/2017 .
Queste le novità introdotte dal D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito in legge 28 giugno 2019, n. 58 (c.d. "Decreto Crescita"), in deroga, rispettivamente, a quanto previsto dall'art. 101, comma 2, del codice del Terzo settore, di cui al D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117 e a quanto previsto dall'art. 17, comma 3, del D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 112.
Non sussiste nessun obbligo di adeguamento statutario in capo alle cooperative sociali e ai loro consorzi, i quali, ai sensi del comma 4, dell'art. 1, del D.Lgs. n. 112/2017 "acquisiscono di diritto la qualifica di imprese sociali".

 

Decreto Dignità : novità dal 1/8/2018

MANOVRA D’ESTATE

“Decreto Dignità”: il punto sulle novità fiscali

D.L. 12 luglio 2018, n. 87

Il D.L. 12 luglio 2018, n. 87 - rubricato “Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese” e noto come “Decreto Dignità” – è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 13 luglio scorso. Entrato in vigore il 14 luglio, dovrà essere convertito in legge (con eventuali modifiche) entro i 60 giorni successivi.

Tra le novità fiscali di maggior rilievo segnaliamo:

  • l’introduzione del requisito della territorialità degli investimenti e la previsione di recupero dell’iper-ammortamento in caso di cessione a titolo oneroso o destinazione all’estero dei beni agevolati;
  • la modifica della disciplina del credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo;
  • l’introduzione di nuovi limiti alla delocalizzazione nei confronti delle imprese che abbiano ricevuto aiuti di Stato;
  • la modifica del “redditometro”;
  • la proroga al 28 febbraio 2019 del termine per la trasmissione della comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute (c.d. “spesometro”) relativa ai dati del terzo trimestre 2018;
  • l’esonero dal meccanismo della scissione dei pagamenti (“split payment”) per le prestazioni di servizi i cui compensi sono assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito o a titolo d’acconto di cui all’art. 25 del D.P.R. n. 600/1973;
  • l’abrogazione della disciplina delle società sportive dilettantistiche lucrative (SSDL).

Ricordiamo che la proroga dell’obbligo di fatturazione elettronica nel settore dei carburanti era invece stata inserita in un precedente decreto legge (D.L. 28 giugno 2018, n. 79).

Iper-ammortamenti: recupero in caso di cessione o delocalizzazione dei beni

Il Decreto Dignità ha introdotto il requisito della territorialità degli investimenti e la previsione di recupero dell’iper-ammortamento in caso di cessione a titolo oneroso o destinazione all’estero dei beni agevolati.

In particolare:

  • l’iper-ammortamento di cui all’art. 1, comma 9, della legge n. 232/2016 (prorogato dalla legge n. 205/2017) spetta, per gli investimenti effettuati successivamente al 14 luglio 2018, solo a condizione che i beni agevolabili siano destinati a strutture produttive situate nel territorio nazionale;
  • se nel corso del periodo di fruizione della maggiorazione del costo i beni agevolati vengono ceduti a titolo oneroso o destinati a strutture produttive situate all’estero, anche se appartenenti alla stessa impresa, si dovrà procedere al recupero dell’iper-ammortamento mediante una variazione in aumento del reddito imponibile del periodo d’imposta in cui si verifica la cessione a titolo oneroso o la delocalizzazione degli investimenti agevolati per un importo pari alle maggiorazioni delle quote di ammortamento complessivamente dedotte nei precedenti periodi d’imposta, senza applicazione di sanzioni e interessi. Non si applica il recupero in caso di sostituzione dei beni alle condizioni previste dall’art. 1, commi 35 e 36, della legge n. 205/2017.

Credito d’imposta ricerca e sviluppo: esclusione dei beni immateriali acquistati infragruppo

Non sono più ammissibili, ai fini del credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo, i costi sostenuti per l’acquisto, anche in licenza d’uso, dei beni immateriali di cui all’art. 3, comma 6, lett. d), del D.L. n. 145/2013, derivanti da operazioni intercorse con imprese appartenenti al medesimo gruppo. Si considerano appartenenti al medesimo gruppo le imprese controllate da un medesimo soggetto, controllanti o collegate ai sensi dell’art. 2359 c.c., inclusi i soggetti diversi dalle società di capitali; per le persone fisiche si tiene conto anche di partecipazioni, titoli o diritti posseduti dai familiari dell’imprenditore, individuati ai sensi dell’art. 5, comma 5, del TUIR.

La limitazione si applica a decorrere dal periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore del decreto (quindi dal 2018, per i soggetti “solari”), anche in relazione al calcolo dei costi ammissibili imputabili ai periodi d’imposta rilevanti per la determinazione della media di raffronto.

Rinvio dello spesometro trimestrale 2018

Il termine per l’invio della comunicazione dei dati delle fatture (spesometro) del terzo trimestre 2018 viene posticipato dal 30 novembre 2018 al 28 febbraio 2019.

Per i soggetti che hanno optato per la comunicazione dei dati con cadenza semestrale (la stragrande maggioranza), restano confermati i precedenti termini di invio:

  • 1° ottobre 2018 (il 30 settembre cade di domenica) per i dati del primo semestre 2018;
  • 28 febbraio 2019 per i dati del secondo semestre 2018.

Esonero dallo split payment per i compensi soggetti a ritenuta fiscale

Sono esonerate dal meccanismo dello split payment le prestazioni di servizi rese ai soggetti destinatari della predetta disciplina, i cui compensi sono assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo di imposta sul reddito o a ritenuta a titolo di acconto di cui all’art. 25 del D.P.R. n. 600/1973.

La nuova disposizione si applica alle operazioni per le quali è emessa fattura a decorrere dal 15 luglio 2018.

PROCESSO TRIBUTARIO, RISCOSSIONE E VERSAMENTI, ACCERTAMENTO

Sospensione feriale dei termini nel contenzioso e nell’accertamento

La sospensione feriale dei termini processuali sarà operata dal 1° al 31 agosto.

La sospensione dei termini vale sia per il contenzioso tributario che per i termini per reclamo e mediazione, ma non opera per gli avvisi di liquidazione, per le cartelle di pagamento e per le fasi cautelari del processo.

Dal 20 agosto si sospendono le scadenze tributarie, mentre dal 1° agosto al 4 settembre sono sospesi i termini per la trasmissione all’Agenzia Entrate delle informazioni e dei documenti richiesti ai contribuenti dall’Agenzia.

Vedi l’Approfondimento

IVA

Conservazione delle fatture elettroniche ricevute dal 1° luglio 2018

Dall’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica anticipata al 1° luglio 2018 per alcune categorie/operazioni (per esempio subappaltatori e subcontraenti fino al 1° livello nella filiera delle imprese nel quadro di un contratto di appalto di lavori, servizi o forniture stipulato con una P.A.) deriva, sul fronte «ciclo passivo», l’obbligo per il cessionario o committente di ricezione di tali fatture in formato elettronico e la necessità di effettuarne la conservazione sostitutiva.

L’Agenzia Entrate, in occasione di un Videoforum con la stampa specializzata ha chiarito che:

  • l’art. 23 bis del Cad (Codice dell’amministrazione digitale), al comma 2, stabilisce che “le copie e gli estratti informatici del documento informatico, se prodotti in conformità alle vigenti regole tecniche di cui all’art. 71, hanno la stessa efficacia probatoria dell’originale da cui sono tratte se la loro conformità all’originale, in tutte le sue componenti, è attestata da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato o se la conformità non è espressamente disconosciuta. Resta fermo, ove previsto, l’obbligo di conservazione dell’originale informatico”;
  • e pertanto, l’operatore potrà decidere di portare in conservazione “elettronica” anche la copia informatica della fattura stessa in formato pdf, contemplato tra i formati che il D.P.C.M. 3 dicembre 2013 considera idonei a fini della conservazione.

Le fatture elettroniche ricevute da parte di soggetti (emittenti) che, per loro decisione e senza alcun vincolo di legge, avessero deciso di adottare la fatturazione elettronica prima del 1° gennaio 2019, potranno invece essere “materializzate” dal destinatario e quindi trasformate in modalità leggibile e stampate su carta, per poterle poi trattare ed archiviare al pari di tutte le altre fatture di acquisto.

AGEVOLAZIONI

Utilizzo in F24 dei crediti “Ecobonus” e “Sismabonus”

Agenzia delle Entrate, Risoluzione 25 luglio 2018, n. 58/E

Con i provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle entrate n. 108577 e n. 108572 dell’8 giugno 2017 e n. 165110 del 28 agosto 2017, sono state definite le modalità di attuazione per la cessione dei crediti d’imposta corrispondenti alle detrazioni spettanti per gli interventi di riqualificazione energetica, effettuati sulle parti comuni degli edifici (Ecobonus) e per quelli relativi all’adozione di misure antisismiche e all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica, effettuate sulle parti comuni degli edifici, dalle quali derivi una riduzione del rischio sismico (Sismabonus).

In considerazione del fatto che la detrazione spettante può essere utilizzata in cinque (Sismabonus) o dieci quote (Ecobonus) annuali di pari importo, gli stessi provvedimenti prevedono che anche il credito ceduto sia ripartito in altrettante quote, che sono utilizzabili dal cessionario esclusivamente in compensazione, presentando il modello F24 tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento.

Per l’utilizzo in compensazione, tramite F24, delle quote annuali dei crediti ceduti, con la risoluzione n. 58/E del 25 luglio 2018 sono istituiti i seguenti codici tributo:

  • “6890” - Ecobonus
  • “6891” - Sismabonus.

In sede di compilazione del modello di pagamento F24, i codici dovranno essere esposti nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati”, o, nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento del credito compensato, nella colonna “importi a debito versati”. Nel campo “anno di riferimento” deve essere riportato l’anno in cui è utilizzabile in compensazione la quota annuale di credito ceduto, nel formato “AAAA”.

Ad esempio, per le spese sostenute nel 2017, in caso di utilizzo in compensazione della prima quota, nel modello F24 dovrà essere indicato l’anno di riferimento “2018”; per l’utilizzo in compensazione della seconda quota (fruibile dal 1° gennaio 2019), dovrà essere indicato l’anno di riferimento “2019”.

La quota di credito che non è utilizzata in compensazione nell’anno di fruibilità può essere utilizzata negli anni successivi, indicando comunque, quale anno di riferimento, l’anno originario di fruibilità.

AGEVOLAZIONI

Bonus pubblicità: definite le regole sugli incentivi fiscali per investimenti pubblicitari

D.P.C.M. 16 maggio 2018, n. 90

Lo scorso 24 luglio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.P.C.M. 16 maggio 2018, n. 90 contenente la disciplina dei criteri e delle modalità per il riconoscimento degli incentivi fiscali relativi agli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani, periodici e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali.

Per accedere al credito d’imposta, gli interessati, nel periodo compreso dal 1° al 31 marzo di ciascun anno, dovranno presentare un’apposita comunicazione telematica (con le modalità che saranno definite dal dipartimento per l’Informazione e l’editoria).

Per il 2018 la comunicazione telematica dovrà essere presentata a partire dal sessantesimo giorno ed entro il novantesimo giorno successivo al 24 luglio 2018 (data di pubblicazione del decreto); per gli investimenti incrementali effettuati dal 24 giugno al 31 dicembre 2017 la comunicazione andrà effettuata in modo separato.

Vedi l’Approfondimento

AGEVOLAZIONI

Quotazione PMI: credito d’imposta per consulenze relative alla quotazione

Con il D.M. 23 aprile 2018, pubblicato nella G.U. n. 139 del 18 giugno 2018, sono state definite le modalità e i criteri di concessione del credito d’imposta per le spese di consulenza relative alla quotazione delle PMI.

In particolare, le PMI che:

  • sono costituite e regolarmente iscritte al registro delle imprese alla data di presentazione della domanda,
  • operano nei settori economici rientranti nell'ambito di applicazione del Regolamento di esenzione, compreso quello della produzione primaria di prodotti agricoli,
  • non rientrano tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali e incompatibili dalla Commissione europea,
  • sono in regola con la restituzione di somme dovute in relazione a provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero,
  • non si trovano in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà così come individuata nel Regolamento di esenzione,

possono beneficiare di un credito d’imposta, per le spese di consulenza relative alla quotazione delle PMI sostenute a decorrere dall’1 gennaio 2018 fino al 31 dicembre 2020 e finalizzati all'ammissione alla loro quotazione in un mercato regolamentato o in sistemi multilaterali di negoziazione di uno Stato UE o SEE.

Sono ammissibili al credito d'imposta i costi direttamente connessi allo svolgimento di attività di consulenza prestate da consulenti esterni, persone fisiche e giuridiche, come servizi non continuativi o periodici e al di fuori dei costi di esercizio ordinari dell'impresa connessi ad attività regolari, quali la consulenza fiscale, la consulenza legale o la pubblicità. Tra gli altri sono ammissibili i costi relativi alle seguenti attività:

  •             implementazione e adeguamento del sistema di controllo di gestione, assistenza dell'impresa nella redazione del piano industriale, supporto all'impresa in tutte le fasi del percorso funzionale alla quotazione nel mercato di riferimento;
  •             attività finalizzate ad attestare l’idoneità della società all'ammissione e alla successiva permanenza sul mercato;
  •             attività necessarie per collocare presso gli investitori le azioni oggetto di quotazione;
  •             attività finalizzate a supportare la società emittente nella revisione delle informazioni finanziarie storiche o prospettiche e nella conseguente preparazione di un report, ivi incluse quelle relative allo svolgimento della due diligence finanziaria;
  •             attività di assistenza della società emittente nella redazione del documento di ammissione e del prospetto o dei documenti utilizzati per il collocamento presso investitori qualificati;
  •             attività riguardanti le questioni legali, fiscali e contrattualistiche strettamente inerenti alla procedura di quotazione quali, tra gli altri, le attività relative alla definizione dell'offerta, la disamina del prospetto informativo o documento di ammissione o dei documenti utilizzati per il collocamento presso investitori qualificati, la due diligence legale o fiscale e gli aspetti legati al governo dell'impresa;
  •             attività di comunicazione necessarie a offrire la massima visibilità della società, a divulgare l'investmentcase, tramite interviste, comunicati stampa, eventi e presentazioni alla comunità finanziaria.

Il credito d'imposta può essere riconosciuto, fino a un importo massimo di 500.000 euro, nella misura massima del 50% dei costi complessivamente sostenuti a decorrere dall’1 gennaio 2018 fino alla data in cui si ottiene la quotazione e, comunque, entro il 31 dicembre 2020.

L’istanza dev’essere presentata in via telematica nel periodo compreso tra il 1° ottobre dell'anno in cui è stata ottenuta la quotazione e il 31 marzo dell'anno  successivo.

NUOVE LEGGI

In Gazzetta il decreto "Milleproroghe 2018"

D.L. 25 luglio 2018, n. 91

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 171 del 25 luglio 2018, il D.L. n. 91 del 25 luglio 2018, c.d. decreto "Milleproroghe 2018", che stabilisce la "proroga di termini previsti da disposizioni legislative".

Il Decreto, che è in vigore dal 26 luglio 2018, interviene in materia di enti territoriali, giustizia, ambiente, infrastrutture, politiche sociali, istruzione e università, cultura, salute, eventi sismici, sport, banche popolari e gruppi bancari cooperativi.

Il provvedimento, che non prevede novità di particolare interesse in ambito fiscale, dispone:  

  • la conferma del “bonus cultura” di 500 euro, previsto dalla legge di Bilancio 2018 (Legge 27 dicembre 2017, n. 205), anche per i neo-maggiorenni che compiono i 18 anni nel 2018;
  • il rinvio al 2019 per la sperimentazione dell’Isee precompilato o dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), predisposta dall'Inps in collaborazione con l'Agenzia delle entrate con i dati già definiti del contribuente;
  • proroga al 31 dicembre 2018 del termine per l’adeguamento delle banche popolari alle norme contenute nel Testo unico bancario (D.Lgs. 1° settembre 1993, n. 385).

PROCEDURE CONCORSUALI

Pagamento parziale dell’IVA ammesso nella procedura di concordato preventivo

Agenzia delle Entrate, Circolare 23 luglio 2018, n. 16

Con Circolare 23 luglio 2018, n. 16, l’Agenzia Entrate ha fornito chiarimenti in merito al trattamento dei crediti tributari e contributivi disciplinati dall’art. 182-ter della legge fallimentare, in seguito alle modifiche introdotte dalla legge di Bilancio 2017.

In particolare l’Agenzia ha precisato che è possibile anche il falcidio dell’IVA nella procedura di concordato preventivo purché:

  • la soddisfazione del credito IVA non risulti inferiore a quella che sarebbe realizzabile dalla liquidazione dei beni sui quali grava il diritto di prelazione;
  • venga rispettato l’ordine delle cause legittime di prelazione, così da non alterare la "par condicio creditorum".

L’Agenzia precisa anche che un pagamento parziale del credito IVA, non costituisce una rinuncia generale e indiscriminata alla riscossione dell’IVA.

ACCERTAMENTO

Controlli della Guardia di Finanza sui lavoratori autonomi

Con la Circolare 97540/2018, diramata il 24 luglio scorso, la Guardia di Finanza ha definito le linee guida che i vari comandi regionali dovranno osservare per accertare "manifestazioni di illegalità economico finanziaria" nel settore dei lavoratori autonomi.

La Guardia di Finanza ha individuato una platea iniziale di 1.790 lavoratori autonomi che “nel periodo 2013-2016 hanno omesso di presentare le prescritte dichiarazioni ai fini delle imposte sui redditi e dell’IVA per almeno un’annualità, in cui hanno percepito compensi per un importo superiore a 50mila euro certificato dai propri sostituti di imposta".

In base a una seconda scrematura, sono stati individuati 775 lavoratori autonomi a rischio evasione, il cui numero si è ridotto a 50 in seguito a controlli volti a ricostruire la situazione patrimoniale dei professionisti.

IRPEF

Ecobonus, in fase di sperimentazione il sito Enea per la trasmissione dei dati degli interventi edilizi

Con un avviso pubblicato sul proprio sito internet (http://www.acs.enea.it/), l’Enea ha comunicato che è in fase di test un nuovo sito dedicato alla trasmissione dei dati degli interventi edilizi e tecnologici che comportano risparmio energetico e/o utilizzo delle fonti rinnovabili di energia ammessi alle detrazioni fiscali del 50% (art. 16 bis, D.P.R. n. 917/1986). Terminata la fase di realizzazione, il sito sarà messo in linea.

Il termine dei 90 giorni dalla data di fine dei lavori per la trasmissione ad Enea dei dati, per gli interventi già ultimati, decorrerà dalla data di apertura del sito.

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