Termine per la detrazione dell'IVA dal 2018

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La circolare n. 1/E del 17 gennaio 2018 dell’Agenzia Entrate ha chiarito che l’applicazione delle due norme comporta che per l’individuazione del termine per la detrazione dell’imposta si devono verificare due condizioni:

·         l’avvenuta esigibilità dell’imposta;

·         il formale possesso della fattura.

Ai fini della detrazione dell’IVA, una fattura di acquisto ricevuta nell’anno 2018 (e relativa, ad esempio, ad un acquisto di beni consegnati nel 2017) potrà quindi essere annotata in contabilità, al più tardi, entro il 30 aprile 2019 (termine di presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno 2018).

Qualora un soggetto passivo pur avendo ricevuto nel 2017[1] una fattura esigibile nel 2017, non la avesse ancora annotata alla data del 31 dicembre 2017, potrà registrare il documento contabile, al più tardi, entro il 30 aprile 2018 (termine di presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno 2017) in un’apposita sezione del registro IVA degli acquisti relativo a tutte le fatture ricevute nel 2017. Il credito IVA concorrerà in quel caso a formare il saldo della dichiarazione annuale IVA relativa al 2017. 

Così facendo la detrazione non sarà operata nelle liquidazioni periodiche (né comunicata nella comunicazione liquidazioni periodiche del 28 febbraio 2018) ma esclusivamente mediante il quadro VF del modello IVA 2018 (come previsto dal nuovo modello IVA 2018).

Per completezza si segnala che la predetta circolare ha altresì chiarito che per beni o servizi acquistati nel 2017, con fattura datata 2017 ma ricevuta nel 2018, il diritto alla detrazione dovrà essere esercitato nella liquidazione periodica relativa alla data di ricezione del documento o, al più tardi, entro il termine di presentazione della dichiarazione IVA 2019 (periodo 2018), con le medesime modalità sopra esposte.

Sono fatti salvi e non sanzionabili i comportamenti adottati dal soggetto passivo che avendo ricevuto il documento d’acquisto datato 2017 entro il 16 gennaio 2018 ha detratto l’imposta a credito nella liquidazione di dicembre 2017.



[1] La Circolare 1/E/2018 precisa che la data di ricezione della fattura deve emergere:

     da un messaggio di posta elettronica certificata;

     da altri sistemi che attestino la ricezione del documento medesimo;

     infine da una corretta tenuta della contabilità (obbligo di numerare in ordine progressivo le fatture e bollette doganali ricevute), in modo da consentire un puntuale controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria del corretto susseguirsi delle registrazioni dei vari documenti.

 

 

La circolare n. 1/E del 17 gennaio 2018 dell’Agenzia Entrate ha chiarito che l’applicazione delle due norme comporta che per l’individuazione del termine per la detrazione dell’imposta si devono verificare due condizioni:

·         l’avvenuta esigibilità dell’imposta;

·         il formale possesso della fattura.

Ai fini della detrazione dell’IVA, una fattura di acquisto ricevuta nell’anno 2018 (e relativa, ad esempio, ad un acquisto di beni consegnati nel 2017) potrà quindi essere annotata in contabilità, al più tardi, entro il 30 aprile 2019 (termine di presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno 2018).

Qualora un soggetto passivo pur avendo ricevuto nel 2017[1] una fattura esigibile nel 2017, non la avesse ancora annotata alla data del 31 dicembre 2017, potrà registrare il documento contabile, al più tardi, entro il 30 aprile 2018 (termine di presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno 2017) in un’apposita sezione del registro IVA degli acquisti relativo a tutte le fatture ricevute nel 2017. Il credito IVA concorrerà in quel caso a formare il saldo della dichiarazione annuale IVA relativa al 2017. 

Così facendo la detrazione non sarà operata nelle liquidazioni periodiche (né comunicata nella comunicazione liquidazioni periodiche del 28 febbraio 2018) ma esclusivamente mediante il quadro VF del modello IVA 2018 (come previsto dal nuovo modello IVA 2018).

Per completezza si segnala che la predetta circolare ha altresì chiarito che per beni o servizi acquistati nel 2017, con fattura datata 2017 ma ricevuta nel 2018, il diritto alla detrazione dovrà essere esercitato nella liquidazione periodica relativa alla data di ricezione del documento o, al più tardi, entro il termine di presentazione della dichiarazione IVA 2019 (periodo 2018), con le medesime modalità sopra esposte.

Sono fatti salvi e non sanzionabili i comportamenti adottati dal soggetto passivo che avendo ricevuto il documento d’acquisto datato 2017 entro il 16 gennaio 2018 ha detratto l’imposta a credito nella liquidazione di dicembre 2017.



[1] La Circolare 1/E/2018 precisa che la data di ricezione della fattura deve emergere:

     da un messaggio di posta elettronica certificata;

     da altri sistemi che attestino la ricezione del documento medesimo;

     infine da una corretta tenuta della contabilità (obbligo di numerare in ordine progressivo le fatture e bollette doganali ricevute), in modo da consentire un puntuale controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria del corretto susseguirsi delle registrazioni dei vari documenti.

Detrazioni e deduzione per dichiarazione dei redditi Persone Fisiche 2017 (redditi 2016)

Le principali detrazioni di cui potrà usufruire il contribuente nella dichiarazione dei redditi 2017 per l'anno di imposta 2016 sono :
• Detrazione per il coniuge non separato legalmente nella misura di 800 euro fino a 15.000 euro di reddito; di 690 euro per un reddito tra 15.000 e fino a 40.000; di 690 euro per i redditi sopra i 40.000 euro inferiori a 80.000 euro, ma per la parte eccedente i 40.000. La detrazione è altresì aumentata di 10 euro se il reddito complessivo supera i 29.000 euro ma non oltre i 29.200 euro; 20 euro se il reddito complessivo è tra i 29.200 euro e 34.700 euro; 30 euro se è superiore a 34.700 ma inferiore a 35.000 euro; 20 euro se superiore a 35.000 euro ma inferiore a 35.100 euro; 10 euro, se il reddito è tra 35.100 e 35.200 euro;
• Detrazione per figli a carico nella misura, per ogni figlio, di un importo compreso tra 900 e 1200 euro per ogni figlio di età compresa tra 0 e 3 anni; di un importo compreso tra 800 e 950 euro per ogni figlio di età superiore ai 3 anni; all’importo si aggiunge un importo tra 220 e 400 euro per ogni figlio portatore di handicap. Il calcolo della detrazione per figli a carico avviene moltiplicando la detrazione base (950 euro per figli maggiori di 3 anni, 1.220 euro per figli minori di 3 anni) il reddito teorico (95.000) a cui si deve sottrarre il reddito complessivo. Il tutto va poi diviso per il reddito teorico di 95.000. Per ogni figlio successivo al primo il reddito teorico è aumentato di 15.000 per ogni figlio successivo al primo;
• Detrazione per le spese mediche sopra la franchigia di 129,11 euro nella misura del 19% e non oltre 6.197,48 euro;
• Detrazione per le spese funebri, nella misura del 19%, sostenute in dipendenza della morte di persone, indipendentemente dall’esistenza di un vincolo di parentela con esse, per importo non superiore a euro 1.550 per ciascuna di esse;
• Detrazione per le spese veterinarie sostenute per la cura degli animali domestici nella misura del 19% con franchigia di 129,11 euro, fino ad un massimo di 387,34 euro;
• Detrazione degli interessi passivi sul mutuo per l’acquisto o la costruzione della prima casa nella misura del 19% fino a un massimo di 4.000 euro. Se il mutuo è intestato a più persone, ogni cointestatario può fruire della detrazione unicamente per la propria quota di interessi;
• Detrazione per spese di assicurazione sulla vita e infortuni, con durata non inferiore a 5 anni che non concedano una concessione di prestiti, nella misura massima di 530 euro (per i contratti con rischio di non autosufficienza il limite è 1.291,14 euro);
• Detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio nella misura del 50% per un massimo di 96.000 ero di spese sostenute;
• Detrazione per le spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore ad A+ finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione, su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro;
• Detrazione per le spese relative agli interventi finalizzati al risparmio energetico degli edifici nella misura del 65% secondo determinati limiti previsti per ogni tipologia di intervento;
• Detrazione per gli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche, su edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità, nella misura del 65%;
• Detrazione per le spese di istruzione sostenute per la frequenza della scuola dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado per un importo annuo non superiore a 564 euro per ciascun alunno o studente;
• Detrazione delle spese per la frequenza di corsi di istruzione universitaria statali e non statali, in misura non superiore, per le università non statali, a quella stabilita annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca;
• Detrazione per le spese sostenute dagli studenti universitari iscritti ad un corso di laurea di un’università situata in un comune diverso da quello di residenza per i canoni di locazione derivanti da contratti stipulati o rinnovati in base alla legge che disciplina le locazioni di immobili ad uso abitativo o per canoni relativi ai contratti di ospitalità. Per fruire della detrazione l’università deve essere ubicata in un comune distante almeno 100 chilometri dal comune di residenza dello studente e comunque in una provincia diversa. L’importo da indicare non può essere superiore a 2.633 euro e la detrazione si applica nella misura del 19%;
• Detrazione per le spese per attività sportive praticate dai ragazzi con età compresa tra 5 e 18 anni inerenti l’iscrizione annuale e l’abbonamento ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture e impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica. L’importo massimo previsto per la detrazione è di 210 euro per figlio;
• Detrazioni per i compensi pagati a soggetti di intermediazione immobiliare per l’acquisto dell’immobile da adibire ad abitazione principale. L’importo massimo da indicare è di 1000 euro;
• Detrazione per le erogazioni liberali in denaro per un importo non superiore a 2.065,83 euro annui a favore delle popolazioni colpite da calamità pubbliche ed altri eventi straordinari nella misura del 19%;
• Detrazione del 26% per le erogazioni liberali in denaro a favore di ONLUS per un importo non superiore a 30.000 euro;
• Detrazione per gli inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale con qualsiasi contratto stipulato o rinnovato nella misura di 300 euro se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro o nella misura di 150 euro se il reddito complessivo è compreso tra 15.493,72 e 30.987,41 euro;
• Detrazione per gli inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale con contratto a canone concordato nella misura di 495,80 euro se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro o nella misura di 247,90 euro se il reddito complessivo è compreso tra 15.493,72 e 30.987,41 euro;
• Detrazione per contratti di locazione stipulati con giovani di età compresa tra 20 e 30 anni per unità immobiliare da destinare ad abitazione principale nella misura di 991,60 euro. La detrazione spetta per i primi 3 anni se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro;
• Detrazione a favore dei lavoratori dipendenti che per motivi di lavoro trasferiscono la propria residenza nel comune del lavoro o limitrofo, nella misura di 991,60 euro se il reddito complessivo non supera i 15.493,71 euro e 495,80 euro se il reddito complessivo è compreso tra 15.493,72 e 30.987,41 euro. La detrazione è prevista per i primi 3 anni;
• Detrazione per contratti di locazione con inquilini di alloggi sociali adibiti ad abitazione principale nella misura di 900 euro se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro, e 450 euro se il reddito complessivo è compreso tra 15.493,72 e 30.987,41 euro.

Le deduzioni riguardano una serie di spese per cui il reddito complessivo su cui calcolare l’imposta dovuta si riduce.
Tra le deduzioni ricordiamo:
• i contributi previdenziali e assistenziali obbligatori e volontari versati all’ente pensionistico di appartenenza (anche per i famigliari fiscalmente a carico);
• i contributi versati per il riscatto degli anni di università, quelli versati per la ricongiunzione di periodi assicurativi, quelli versati al fondo dalle casalinghe;
• i contributi versati alle forme di previdenza complementare collettive (fondi pensione) e individuali (assicurazioni sulla vita) per un importo fino a 5.164,57 euro. La deduzione è estesa ai contributi a favore delle persone fiscalmente a carico aventi reddito insufficiente a consentire la deduzione dei contributi;
• l’assegno periodico corrisposto al coniuge a seguito di separazione o divorzio ("alimenti"), esclusi però gli importi destinati al mantenimento dei figli;
• le spese sostenute dai disabili per prestazioni del medico generico, acquisto di medicinali, assistenza specifica, operatori dedicati all'assistenza diretta della persona;
• il 50% delle le spese sostenute dai genitori adottivi di minori stranieri;
• i contributi per gli addetti ai servizi domestici e familiari per un importo massimo pari a 1.549,37 euro.

Nuovo regime di cassa per le imprese minori 2017

Con la Circolare 13 aprile 2017, n. 11/E l'Agenzia delle Entrate fornisce i primi chiarimenti sul nuovo regime di cassa introdotto dalla legge di Bilancio 2017. La Legge di Bilancio 2017 ha introdotto per le imprese minori in contabilità semplificata un regime “misto” cassa-competenza, caratterizzato da una deroga al criterio della competenza per i ricavi percepiti e le spese sostenute, ferme restando le regole di determinazione ed imputazione temporale dei componenti positivi e negativi, quali: -plusvalenze; -minusvalenze; -sopravvenienze; -ammortamenti; -accantonamenti. Ai fini della determinazione del reddito delle imprese minori, non assumono più rilevanza le rimanenze finali e le esistenze iniziali di merci, lavori in corso su ordinazione di durata sia infrannuale che ultrannuale e titoli. Per le imprese minori i ricavi di cui all’art. 85 del Tuir e gli altri proventi di cui al successivo art. 89 concorrono alla formazione del reddito d’impresa all’atto dell’effettiva percezione e quindi secondo il criterio di cassa. Per gli incassi e i pagamenti con strumenti diversi dal denaro contante occorre :

STRUMENTO di PAGAMENTO MOMENTO RILEVANTE  
ASSEGNO BANCARIO o CIRCOLARE I ricavi si considerano percepiti e le spese sostenute nel momento in cui avviene la materiale consegna dell’assegno dall’emittente al ricevente.
  • Risoluzione Agenzia Entrate 29 maggio 2009, n. 138/E
  • Circolare Agenzia Entrate 23 giugno 2010, n. 38/E
BONIFICO

I ricavi si considerano percepiti quando la somma di denaro può essere effettivamente utilizzata (alla c.d. “data disponibile”)

Le spese si considerano sostenute quando la somma di denaro è uscita dalla disponibilità dell’imprenditore.

  • Circolare Agenzia Entrate 23 giugno 2010, n. 38/E
CARTA di CREDITO / DEBITO I ricavi si considerano percepiti e le spese sostenute nel momento in cui avviene l’utilizzo della carta.
  • Risoluzione Agenzia Entrate 23 aprile 2007, n. 77/E

Dal 1° marzo 2017 nuovo modello delle dichiarazioni d’intento

Dal 1° marzo nuovo modello delle dichiarazioni d’intento Agenzia Entrate, Provvedimento 2 dicembre 2016, n. 213221 Il nuovo modello delle dichiarazioni d'intento, approvato dall'Agenzia delle entrate il 2 dicembre 2016, dovrà essere utilizzato per le operazioni a partire dal 1° marzo; per le operazioni fino al 28 febbraio dovrà essere utilizzato il "vecchio" modello. A partire dal 1° marzo quindi dovrà essere ripresentata la dichiarazione con il "nuovo" modello, a meno che in quella già presentata non siano stati compilati i campi 3 e 4.

Per la detrazione delle spese veterinarie basta lo scontrino “parlante”

 

 Agenzia Entrate Risoluzione 27 febbraio 2017, n. 24/E.

L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione 27 febbraio 2017, n. 24/E, ha precisato che per poter portare in detrazione le spese veterinarie nella precompilata 2017, è sufficiente lo scontrino “parlante”, non essendo necessario conservare la prescrizione medica (cosiddetta “ricetta.

Al riguardo si ricorda che:

  1. a prescindere dal numero di animali posseduti, le spese veterinarie sono detraibili ai fini Irpef nella misura del 19 per cento (fino ad un importo massimo di 387,34 euro) per la parte che eccede la franchigia di 129,11 euro;
  2. il beneficio in esame spetta soltanto per le spese veterinarie sostenute per la cura di animali legalmente detenuti a scopo di compagnia o per la pratica sportiva;
  3. non sono detraibili le spese sostenute per la cura di animali destinati all'allevamento, alla riproduzione o al consumo alimentare, nonché di animali allevati o detenuti nell'esercizio di attività commerciali o agricole. Ovviamente la detrazione non può essere riconosciuta per le spese relative ad animali utilizzati per attività illecite;
  4. la detrazione, inoltre, è esclusa per le spese sostenute per l'acquisto di mangimi speciali o antiparassitari.

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